Mobile Device Management, OPIS punta su Microsoft Intune e Defender

Nell’era dello smart working e dell’always-on-line, il tema del Mobile Device Management è fondamentale per qualsiasi azienda. Ma lo è ancora di più per organizzazioni come OPIS, multinazionale italiana che opera nel delicatissimo settore della ricerca a contratto (Contract Research Organization, CRO) a servizio completo. Il gruppo si occupa di indagini cliniche dedicate ai device medici e diagnostici e copre tutte le fasi delle sperimentazioni relative ai farmaci, senza limitazioni di area terapeutica. L’organizzazione è attiva in 17 Paesi con un team di 400 professionisti, e dal 1998, anno della fondazione, ha condotto circa 1400 studi clinici, nazionali e internazionali, facendo leva non solo su competenze mediche e scientifiche, ma anche su un know-how tecnologico e operativo avanzato.

 

Così OPIS ha rivoluzionato il Mobile Device Management aziendale

OPIS quindi non può permettersi di scendere a compromessi sul piano del Mobile Device Management: i dispositivi che utilizzano i collaboratori, i medici e i pazienti sono essenziali per la buona riuscita di uno studio, e devono per questo attingere a sistemi performanti e sicuri.

OPIS si è dunque rivolta a WeAreProject per implementare in cloud un progetto Mobile Device Management che consentisse innanzitutto di sviluppare un sistema di gestione centralizzata dei terminali e, in seconda battuta, di potenziare gli strumenti di protezione e data governance.

“La nostra vecchia infrastruttura, essendo on premises, cominciava a risentire degli anni e di una certa obsolescenza. In questo senso, migrare a una soluzione in cloud ci avrebbe consentito non solo di erogare un servizio migliore, ma di farlo anche in modo più semplice”, spiega Paolo Islamaj, IT System Manager di OPIS.

“WeAreProject ci ha assistito fin dalle prime battute del progetto, puntando alla creazione di processi state-of-the-art sul piano della sicurezza e della conformità con le policy aziendali. La scelta è ricaduta su Microsoft Intune, la soluzione cloud-based di gestione dei terminali, e su Defender for endpoint, sempre realizzata da Microsoft”.

 

I benefici di un Mobile Device Management avanzato

“Grazie al passaggio al nuovo ambiente, siamo riusciti ad accedere a funzionalità che fino a poco tempo fa ritenevamo impossibili da implementare”, racconta Islamj. “Prima della migrazione, per esempio, configurare i tablet da utilizzare per gli studi clinici voleva dire passare attraverso il portale fornito dal vendor. Pur trattandosi della soluzione proprietaria, lo strumento presenta molte limitazioni negli strumenti di customizzazione del dispositivo, almeno per chi fa il nostro lavoro e deve fornire i device a utenti non esperti, penso soprattutto ai pazienti. Riscontravamo dunque frequenti problematiche dovute all’errato utilizzo del terminale, il che ci costringeva a disattivare l’accesso a determinati dati e a cambiare continuamente le impostazioni. Con Intune siamo invece riusciti a personalizzare la user experience limitando le funzionalità alle sole applicazioni che siamo sicuri di poter mettere a disposizione delle varie tipologie di utente”.

I maggiori benefici sono stati però registrati sul piano della gestione dei dispositivi – laptop, tablet e smartphone – affidati ai collaboratori. “Basti pensare che in passato, quando bisognava procurare un dispositivo a un collega che lavorava dall’altra parte del mondo, dovevamo prima acquistarlo qui per configurarlo manualmente e poi spedirlo alla destinazione finale”, ricorda Islamaj. “Con il nuovo sistema, risulta tutto più semplice e immediato: il collega può comprare il device ovunque si trovi, riceverlo a casa, e connettersi al nostro portale, dove è sufficiente inserire il numero seriale fornito da noi per avere nel giro di un’ora il PC o lo smartphone configurato”.