H1: Cos’è un Security Operation Center (SOC) e perché è fondamentale per le aziende

Data: 24 Gennaio 2026

Oltre 10 trilioni di dollari. Secondo le più recenti stime, è questo l’impatto economico che il cyber crime ha avuto a livello mondiale nel 2025. Un dato impressionante che ne spiega un altro: il 61% dei professionisti della cybersecurity lamenta staff sottodimensionati per affrontare una minaccia così vasta e complessa. La difesa dalle minacce informatiche è possibile, ma per essere efficace ed economicamente sostenibile, richiede un approccio strutturato. 

L’importanza di un Security Operation Center (SOC) per la protezione del business parte proprio da qui. Affidarsi a una struttura dedicata non è più un lusso per poche grandi corporation, ma una necessità strategica per qualsiasi azienda che voglia proteggere i propri dati, la propria reputazione e la propria continuità operativa. 

In questa guida completa, ti spiegheremo cos’è un SOC, cosa fa concretamente, quali sono i ruoli chiave al suo interno e perché rappresenta il fulcro di una strategia di sicurezza matura. 

Cos’è un security operation center (soc): la definizione 

Un Security Operation Center (SOC) è un’unità centralizzata composta da persone, processi e tecnologie, dedicata a monitorare e migliorare la postura di sicurezza di un’organizzazione in modo continuo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. 

Possiamo immaginarlo come la torre di controllo della cybersecurity aziendale: un centro di comando da cui gli esperti sorvegliano l’intero panorama digitale dell’azienda, pronti a intervenire al primo segnale di anomalia. 

Il suo obiettivo principale è rilevare, analizzare e rispondere agli incidenti di sicurezza informatica attraverso un approccio proattivo. Un SOC non si limita ad aspettare che un attacco si verifichi, ma lavora costantemente per prevenire le minacce, identificarle sul nascere e minimizzarne l’impatto. 

Cosa fa un soc: le funzioni chiave per la sicurezza 

L’attività di un SOC è un ciclo continuo di operazioni finalizzate a proteggere l’azienda. Queste funzioni chiave garantiscono una difesa completa e multilivello. Tra le sue attività: 

  • Monitoraggio continuo e proattivo (24/7): il SOC sorveglia costantemente l’intera infrastruttura IT, inclusi reti, server, [endpoint], applicazioni e ambienti cloud. Questa vigilanza ininterrotta è fondamentale per individuare attività anomale o sospette in tempo reale, a qualsiasi ora del giorno e della notte. 
  • Prevenzione: l’attività di un SOC non è solo reattiva. Comprende anche importanti compiti proattivi come la gestione delle vulnerabilità, l’analisi delle informazioni sulle nuove minacce (threat intelligence) e il costante affinamento dei sistemi di difesa per anticipare le mosse degli attaccanti. 
  • Rilevamento (detection): attraverso l’analisi centralizzata dei log e l’uso di strumenti avanzati come i SIEM (Security Information and Event Management), il SOC identifica le potenziali minacce. Gli analisti sono addestrati a distinguere i falsi positivi dagli incidenti reali, concentrando le risorse solo sulle minacce concrete. 
  • Risposta agli incidenti (response): quando un attacco viene confermato, il SOC attiva immediatamente le procedure di risposta. Queste azioni possono includere l’isolamento dei sistemi compromessi per evitare la propagazione della minaccia, l’analisi della causa radice (root cause analysis) per capire come è avvenuto l’attacco e il contenimento dell’incidente. 
  • Recupero e ripristino (recovery): una volta contenuta la minaccia, il SOC supporta le attività per ripristinare la normale operatività dei sistemi. Inoltre, ogni incidente diventa una lezione: le informazioni raccolte vengono utilizzate per migliorare le difese future e prevenire attacchi simili. 

Chi lavora in un soc: il team e le competenze 

La tecnologia è fondamentale, ma il vero motore di un SOC è il team di esperti. La cybersecurity è un campo che richiede un aggiornamento continuo, e un SOC riunisce diverse professionalità specializzate. 

Ecco i ruoli chiave che compongono un team SOC: 

  • SOC Manager: è il responsabile che coordina l’intero team, gestisce le operazioni, definisce le strategie e si interfaccia con il resto dell’organizzazione. 
  • Analista di sicurezza (Tier 1, 2, 3): è il cuore operativo del SOC, solitamente strutturato su tre livelli. Il Tier 1 si occupa del monitoraggio iniziale degli alert. Il Tier 2 conduce analisi approfondite sugli incidenti escalati. Il Tier 3 è composto da esperti di alto livello che si dedicano al threat hunting proattivo. 
  • Ingegnere della sicurezza: è la figura tecnica che progetta, implementa e gestisce gli strumenti tecnologici del SOC, come SIEM, SOAR e piattaforme di threat intelligence. 
  • Threat Hunter: è uno specialista che non attende gli alert, ma va a caccia proattiva di minacce sconosciute e silenti che potrebbero già trovarsi all’interno della rete, utilizzando tecniche di indagine avanzate. 

I vantaggi di un soc: perché la protezione del business parte da qui 

Affidare la propria sicurezza a un SOC, interno o esterno che sia, porta benefici strategici che vanno ben oltre la semplice implementazione di una nuova tecnologia. 

  • Protezione continua (H24/7): gli attaccanti non dormono mai e non vanno in ferie. Un SOC garantisce una sorveglianza ininterrotta, chiudendo le finestre di vulnerabilità che si creano al di fuori del normale orario di lavoro. 
  • Riduzione dei tempi di rilevamento e risposta: la velocità è tutto. Un SOC è progettato per identificare una minaccia in pochi minuti, invece che in giorni o mesi. Questa tempestività minimizza l’impatto di un attacco, riducendo i danni e i costi di ripristino. 
  • Accesso a competenze specialistiche: un SOC risolve il problema della carenza di talenti nel campo della cybersecurity. Ti dà accesso immediato a un team di professionisti altamente qualificati e costantemente aggiornati, senza dover affrontare i costi e la difficoltà di assumerli e formarli internamente. 
  • Visione centralizzata e organica: un SOC analizza e correla dati provenienti da migliaia di fonti diverse (log di sistema, traffico di rete, alert degli endpoint). Questa visione d’insieme permette di identificare attacchi complessi che passerebbero inosservati analizzando i singoli sistemi in modo isolato. 
  • Miglioramento della conformità normativa: un SOC fornisce la capacità di monitoraggio, analisi e reportistica necessaria per dimostrare la conformità a normative sempre più stringenti, come il GDPR o la Direttiva NIS2, offrendo al contempo le migliori soluzioni per la sicurezza informatica. 

SOC interno o esterno? Le differenze con un NOC 

Una volta compresa l’importanza di un SOC, la domanda successiva è: costruirlo internamente o affidarsi a un servizio esterno? 

  • SOC interno: questa opzione offre il massimo controllo, ma richiede ingenti investimenti iniziali e continui in tecnologie, licenze e, soprattutto, personale altamente specializzato e difficile da reperire. È una strada percorribile solo per le grandi organizzazioni con budget dedicati. 
  • SOC esterno (as-a-service): fornito da un Managed Security Service Provider (MSSP) o un provider specializzato, questo modello offre accesso immediato a competenze e tecnologie di livello enterprise con un modello a servizio. Abbattendo i costi e la complessità, democratizza la sicurezza avanzata, rendendola accessibile anche alle medie imprese. 

È anche fondamentale non confondere un SOC con un NOC (Network Operation Center). Sebbene entrambi siano centri di monitoraggio, i loro obiettivi sono distinti: il NOC si occupa della disponibilità e delle performance della rete (ad esempio, risolvendo problemi di connettività o lentezza), mentre il SOC si occupa esclusivamente della sicurezza della rete (ad esempio, rilevando un tentativo di intrusione). 

FAQ sul security operation center 

Qual è la funzione chiave di un soc? 

La funzione chiave di un SOC è la gestione del ciclo di vita degli incidenti di sicurezza. Questo include il monitoraggio continuo per prevenire le minacce, il rilevamento tempestivo, l’analisi approfondita e una risposta rapida ed efficace per minimizzare l’impatto sul business. 

Cosa significa l’acronimo siem? 

SIEM sta per Security Information and Event Management. È la tecnologia fondamentale di un SOC. Si tratta di una piattaforma software che raccoglie, aggrega e analizza i dati di log e gli eventi di sicurezza provenienti da tutta l’infrastruttura IT, correlandoli per identificare le minacce. 

Quanto costa un servizio soc? 

Il costo di un servizio SOC esterno (SOC-as-a-Service) varia notevolmente in base a diversi fattori, come il numero di dipendenti, la quantità di dati da analizzare, il livello di servizio richiesto (es. solo monitoraggio o anche risposta attiva) e gli accordi sul livello di servizio (SLA). Tuttavia, è sempre significativamente più economico rispetto ai costi necessari per costruire e mantenere un SOC interno equivalente.